Il tramonto roventa i muri di campagna
e arrostisce le spighe traboccanti di mais,
sono in macchina con un filo di vento sul viso sudato,
a chi importa del mio ritorno?
Cibi su tavole di stanchi lavoratori rumeni,
come sarebbe stata la campagna felice?
Conigli liberi e un padre che abbraccia.
A chi importa del mio ritorno?
Quattro ore di viaggio quattro mezzi e quattro soldi
per tornare là dove è diverso da qui.
O mamma vienimi a prendere,
qua tutto è diverso da casa.
Avevamo anche noi salici piangenti,
tre in tutto tra dietro e davanti
Tranciati alla base, erano morti malati.
Anche noi?
Da giorni fremevo all'idea di venire qua:
amici d'amici, vini profumati, anguria e pomodori,
cosa c'è di meglio?
Ma un paradiso smette di essere un paradiso
quando diventa una prigione.
Era quel tavolo la mia prigione?
O le occhiaie insonni rigonfie di lavoro?
Cosa cercavo tra quei volti non noti?
Quello che si cerca sempre dietro nicchie di tempo:
l'amore l'amore sempre l'amore,
ma l'amore non c'è mai